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Cistoscopia

L'esame dell'ematuria: quando serve, come si svolge, che cosa è normale dopo.

Cistoscopio flessibile pronto sul campo sterile
Cistoscopio flessibile sul campo sterile. Foto: Michael Reeve (CC BY-SA 3.0).

La cistoscopia è l'esame che guarda dentro l'uretra e la vescica con uno strumento sottile introdotto dal meato. Si fa quando nessun altro esame può rispondere alla domanda, e la domanda più frequente è una sola: da dove viene il sangue nelle urine? L'ecografia vede le masse che sporgono, non le lesioni piatte della parete vescicale; la TAC studia bene i reni e gli ureteri, ma la vescica si valuta guardandola.

Quando è indicata

  • Ematuria, cioè sangue nelle urine, visibile o rilevato in un esame: è l'indicazione principale, e non viene meno se nel frattempo il sangue è scomparso. Un episodio unico in un fumatore sopra i quarant'anni va studiato, e fino a prova contraria non si attribuisce a una cistite.
  • Sintomi urinari non spiegati dalla visita, dall'uroflussometria e dall'ecografia.
  • Sospetto di restringimento dell'uretra o di patologia del collo vescicale.
  • Infezioni urinarie ricorrenti senza una causa identificata, in particolare nell'uomo.
  • Controllo nel tempo dopo il trattamento di un tumore vescicale: è la situazione in cui si esegue più spesso, secondo un calendario preciso.
  • Calcoli in vescica, corpi estranei, valutazione prima di un intervento sulla prostata.

Non è indicata come esame di controllo generico, e non si fa «per sicurezza» in assenza di un quesito preciso: è un esame invasivo e ogni indicazione va motivata.

Sangue nelle urine: quando si guarda subito e quando no

«Ematuria» copre due situazioni molto diverse, e confonderle porta o a un esame invasivo inutile o a una diagnosi tardiva.

Indicazione alla cistoscopia secondo il tipo di ematuria e il profilo di rischio.
SituazioneChe cosa si fa
Sangue visibile a occhio nudo, a qualunque età dopo i trentacinque-quarant'anni, anche un solo episodio, anche già risoltoValutazione completa: cistoscopia e studio delle alte vie urinarie. È la presentazione tipica del tumore della vescica e non si archivia con una terapia antibiotica
Sangue visibile con febbre alta, brividi e dolore, o durante un'infezione documentataSi tratta l'infezione e si ricontrolla l'esame urine a distanza: se il sangue persiste dopo la guarigione, si studia come sopra
Sangue solo al microscopio in un uomo giovane, non fumatore, senza sintomi e con pochi globuli rossi per campoSi ripete l'esame urine, si escludono cause banali — sforzo fisico intenso, rapporti, ciclo nella partner che contamina il campione — e si valuta insieme se procedere. Qui la cistoscopia non è automatica
Sangue al microscopio con almeno un fattore di rischio: fumo attuale o passato, età oltre i cinquant'anni, esposizione professionale ad amine aromatiche (coloranti, gomma, vernici, concerie), pregressa radioterapia pelvica o ciclofosfamideSi procede alla valutazione endoscopica. Il fumo è il fattore di rischio più pesante per il tumore vescicale, e l'esposizione professionale è quello che nessuno chiede e che va dichiarato
Sangue al microscopio ricorrente in presenza di proteine nelle urine o funzione renale alterataL'origine è probabilmente renale e non vescicale: il percorso passa dal nefrologo, e la cistoscopia non è il primo esame

Come si svolge

Si usa oggi quasi sempre uno strumento flessibile di pochi millimetri, molto meglio tollerato di quello rigido di una volta. Si applica un gel anestetico e lubrificante nell'uretra e si attendono alcuni minuti; l'esame dura fra tre e dieci minuti, si resta svegli, si può guardare l'immagine sul monitor insieme al medico. La vescica viene distesa con soluzione sterile, e questo dà la sensazione di dover urinare: è il fastidio più riferito, più del passaggio dello strumento.

Prima dell'esame si verifica l'assenza di un'infezione urinaria in atto — in quel caso si rimanda e si tratta — e si somministra una profilassi antibiotica nei pazienti a rischio. Si segnalano sempre gli anticoagulanti e gli antiaggreganti, perché nel caso di biopsie o di piccoli interventi contestuali la gestione cambia.

Dopo: si urina normalmente nel giro di poco. È normale avere bruciore per uno-due giorni e qualche traccia di sangue nelle prime minzioni. Bere più del solito aiuta. Non è normale, e va segnalato subito, la febbre con brividi, l'impossibilità di urinare o un sanguinamento abbondante con coaguli.

Che cosa portare, e che cosa non sospendere da soli

  • Un esame delle urine recente, e l'urinocoltura se l'ha eseguita: serve a escludere un'infezione in atto, che è il motivo più frequente di rinvio.
  • I referti di ecografia, TAC o risonanza già fatti, e le eventuali citologie urinarie.
  • La documentazione di precedenti cistoscopie o interventi endoscopici, comprese le relazioni istologiche: in un paziente già operato cambiano il punto da guardare.
  • L'elenco dei farmaci. Anticoagulanti e antiaggreganti non si sospendono per iniziativa propria: per un esame soltanto diagnostico nella maggior parte dei casi si prosegue la terapia, e quando una modifica serve la concorda chi l'ha prescritta. Interrompere un anticoagulante da soli è un rischio molto maggiore di quello dell'esame.
  • Se ha una valvola cardiaca protesica, una protesi articolare recente o un'immunodepressione, lo dica prima: cambia la profilassi antibiotica.

Che cosa la cistoscopia non vede

Guarda uretra e vescica, e solo quelle. Le alte vie urinarie — bacinetto renale e ureteri — restano fuori dal campo, e in un'ematuria vanno studiate con la TAC con contrasto nella fase urografica: un tumore dell'uretere dà lo stesso sangue e una cistoscopia negativa non lo esclude. Allo stesso modo non sostituisce la citologia urinaria, che è l'esame che cerca cellule anomale nel campione ed è particolarmente utile nelle lesioni piatte di alto grado, quelle che all'occhio possono apparire come una semplice area arrossata.

Detto al contrario: in un'ematuria visibile il percorso completo è triplice — endoscopia, imaging delle alte vie, citologia. Fermarsi al primo esame negativo e chiudere la pratica è l'errore che si paga a distanza di mesi.

Dopo un tumore della vescica: perché i controlli sono tanti

Il tumore vescicale superficiale recidiva con frequenza, e la recidiva si vede guardando: è l'unica ragione per cui un esame invasivo si ripete tante volte. Il calendario non è uguale per tutti e dipende dal rischio stabilito dall'istologia:

  • Il primo controllo si esegue a tre mesi dall'intervento, in tutti i casi: il risultato di quella prima cistoscopia è uno dei dati che predicono meglio l'andamento successivo.
  • Nelle forme a basso rischio, se la prima è negativa, si allarga: un controllo verso i nove-dodici mesi, poi annuale per cinque anni.
  • Nelle forme ad alto rischio i controlli restano ravvicinati — ogni tre mesi nei primi due anni, poi progressivamente più distanziati — e si accompagnano alla citologia e, periodicamente, allo studio delle alte vie.
  • Saltare un controllo è la cosa che costa più caro di tutte: una recidiva trovata con sei mesi di ritardo può essere passata da superficiale a infiltrante, e con essa cambia il trattamento e la prognosi.

Dove si esegue

La cistoscopia diagnostica si esegue in studio, in anestesia locale con lo strumento flessibile, e il referto si discute con il paziente nella stessa seduta: indicazione, esame e decisione che ne deriva stanno in un unico appuntamento, senza il rimpallo fra ambulatori che di solito allunga le settimane.

Passano invece in struttura attrezzata le procedure che da diagnostiche diventano operative — biopsie multiple della parete vescicale, resezione di una lesione, rimozione di un calcolo in vescica — e i casi che richiedono sedazione. In quelle situazioni la richiesta scritta dice al collega che cosa si sta cercando, che è la differenza fra un esame utile e un esame fatto.

Domande ricorrenti

Fa male?

Con lo strumento flessibile e il gel anestetico la maggior parte dei pazienti riferisce un fastidio moderato, non un dolore, concentrato nel momento del passaggio attraverso lo sfintere e nella sensazione di vescica piena. Dura pochi minuti. La paura dell'esame è quasi sempre superiore al ricordo che se ne ha dopo.

Serve l'anestesia generale?

Per la cistoscopia diagnostica no: basta l'anestesia locale con il gel. Si ricorre alla sedazione o all'anestesia quando l'esame diventa operativo — rimozione di un calcolo, resezione di una lesione, biopsie multiple — o in casi particolari di uretra molto sensibile o restringimenti.

Il sangue nelle urine è scomparso da solo. Devo farla comunque?

Sì, e questo è il punto più importante della pagina. Il sanguinamento dei tumori vescicali è tipicamente intermittente: smette da solo e torna mesi dopo. La scomparsa non è una rassicurazione, è una pausa. Un'ematuria va studiata fino in fondo, soprattutto nei fumatori e dopo i quarant'anni.

Posso evitarla facendo solo la citologia o una TAC?

No, e il motivo è tecnico. La citologia urinaria negativa non esclude una lesione — è sensibile sulle forme di alto grado e poco su quelle di basso grado — e la TAC non vede le lesioni piatte della parete vescicale, che sono precisamente quelle che contano. I tre esami rispondono a domande diverse e nell'ematuria si usano insieme. Rifiutare l'endoscopia è un diritto del paziente, a condizione che gli sia stato detto con chiarezza che cosa resta non visto.

Quanto costa e serve l'impegnativa?

Si esegue in studio, in regime privato e senza impegnativa del medico di base. Il costo si chiede al telefono prima di fissare, allo 081 5608006, e viene confermato in visita insieme a quello della prima visita urologica, che è di 100 €: nessun importo arriva a sorpresa alla fine. Se l'indicazione all'esame nasce durante la visita, se ne parla prima di eseguirlo.

Dopo quanto posso tornare al lavoro?

Subito, per un'attività non pesante: la cistoscopia diagnostica non richiede riposo. Conviene evitare sforzi intensi, bicicletta e rapporti per un paio di giorni, e bere più del solito. Se sono state eseguite biopsie, le indicazioni sono più restrittive e vengono date al momento.

Le prestazioni eseguite direttamente in studio: visite ed esami urologici e andrologici a Napoli. Appuntamenti allo 081 5608006.

Fonti: EAU Guidelines on Non-muscle-invasive Bladder Cancer per la valutazione dell'ematuria, la stratificazione del rischio e il calendario del follow-up endoscopico.

Quanto si legge in questa pagina su cistoscopia è quello che lo studio di Dr. Felice Romano applica in ambulatorio. Ultimo controllo redazionale: . Criteri di scrittura e fonti nelle note editoriali.