La visita urologica è un colloquio più un esame obiettivo, e dura fra venti e quaranta minuti. Non è un passaggio formale per ottenere una ricetta: nella maggior parte dei casi è il momento in cui si decide la diagnosi, perché la storia clinica e l'esame restringono il campo prima che si faccia qualunque esame strumentale. Prima visita 100 €, senza impegnativa del medico di base, su appuntamento.
Per quali motivi si prenota
- Disturbi urinari: getto debole, urgenza, bisogno di alzarsi di notte, bruciore, sensazione di non svuotare la vescica — vedi ipertrofia prostatica benigna.
- Sangue nelle urine, anche un episodio unico e anche senza dolore. È il sintomo che non si archivia mai.
- Infezioni urinarie, singole o ricorrenti — vedi infezioni urinarie nell'uomo.
- Dolore perineale, testicolare o pelvico, e dolore all'eiaculazione — vedi prostatite.
- Un valore di PSA alto da interpretare, con i referti precedenti.
- Coliche renali, calcoli noti, prevenzione delle recidive — vedi calcolosi renale.
- Controllo periodico della prostata dopo i cinquant'anni, o dai quarantacinque in presenza di familiarità.
Per erezione, eiaculazione, fertilità e genitali esterni il percorso è quello della visita andrologica, che si svolge nello stesso studio: la distinzione serve a preparare la visita, non a dividere il paziente in due.
Privato o impegnativa: il conto che conviene fare prima di prenotare
Questa pagina vende una visita privata, quindi è giusto dire anche quando non conviene. Il confronto si fa su tre voci, non su una.
| Con impegnativa (SSN) | In studio privato | |
|---|---|---|
| Costo | Il ticket per una visita specialistica non supera 36,15 € per ricetta, e la quota aggiuntiva regionale è abolita dal 2020. Chi ha un'esenzione per reddito, età o patologia non paga nulla | 100 € la prima visita, comprensiva di esame clinico, lettura degli esami portati e relazione scritta. Fattura detraibile al 19% sulla parte che supera la franchigia |
| Attesa | Dipende dalla struttura e dalla classe di priorità scritta sull'impegnativa: si chiede al CUP la prima disponibilità reale prima di decidere, perché fra due ospedali della stessa città può cambiare di settimane | In genere pochi giorni. Febbre con dolore lombare, ritenzione urinaria e sangue vivo nelle urine non entrano in lista d'attesa |
| Esami nella stessa seduta | Raramente: la visita indica gli esami, che vengono prenotati e refertati in appuntamenti successivi | L'uroflussometria e, quando indicata, la cistoscopia diagnostica si eseguono nello stesso appuntamento, con il costo concordato prima |
Quando conviene il pubblico: se ha un'esenzione, se il problema è stabile e serve un controllo programmato, se è già in un percorso ospedaliero per una patologia seria — in quel caso restare nella struttura che la segue vale più di qualunque rapidità. Quando conviene il privato: quando il tempo è la variabile che pesa (un PSA da chiarire, un sintomo comparso da poco, un'ematuria), quando ha già fatto due visite senza arrivare a una diagnosi, e quando serve che chi visita sia la stessa persona che esegue l'esame strumentale e ne trae la conclusione.
Come si svolge
- Il racconto del sintomo. Da quando, con che andamento, che cosa lo peggiora e che cosa lo migliora. Nei disturbi urinari si usa un questionario a punteggio, che serve anche a misurare poi se la terapia funziona.
- La storia generale. Interventi, malattie, diabete, pressione, e l'elenco completo dei farmaci con i dosaggi. Un diuretico preso la sera o un antistaminico possono spiegare il sintomo per cui è venuto.
- L'esame obiettivo. Palpazione dell'addome e delle logge renali, esame dei genitali esterni, e quando l'età o il sintomo lo indicano l'esplorazione rettale della prostata: dieci secondi di fastidio che danno volume, consistenza, dolorabilità e presenza di noduli — informazioni che né il PSA né l'ecografia forniscono.
- Gli esami strumentali, eseguiti nella stessa seduta quando cambiano la decisione: uroflussometria con misura del flusso massimo e del residuo post-minzionale. Si concorda prima di farla, con il costo. Quando serve un'ecografia, la richiesta è mirata e il referto si legge insieme.
- La relazione scritta. Diagnosi o ipotesi diagnostica, terapia con dosi e durata, esami da eseguire, data del controllo. Se resta un dubbio, c'è scritto anche il dubbio: un referto che non ammette incertezze dove ci sono è un referto inutile.
Che cosa portare
- Esami del sangue recenti e tutti i PSA precedenti: il valore si legge come una serie storica, non come un numero isolato.
- Esame delle urine e urinocoltura con antibiogramma, se eseguiti.
- Referti di ecografie, TAC, risonanze; se possibile anche le immagini.
- Elenco scritto dei farmaci, compresi integratori e prodotti da banco.
- Lettere di dimissione di interventi, anche remoti.
Non serve digiuno. Serve invece, se è prevista l'uroflussometria, arrivare con la vescica piena: mezzo litro d'acqua circa un'ora prima e nessuna sosta in bagno appena arrivati — l'errore più comune, che costringe a rimandare l'esame.
Che cosa succede dopo, e chi usa la relazione
La parte che quasi nessuno spiega prima è come il documento che riceve si incastra con il resto della sua assistenza.
- La relazione serve al suo medico di base. Uno specialista privato non convenzionato scrive su ricettario bianco: le ricette e le impegnative del Servizio sanitario le emette il medico di famiglia, che per farlo ha bisogno di un documento che dica diagnosi, farmaco, dose e durata. È il motivo per cui la relazione è scritta in modo trascrivibile e non in sigle.
- Il controllo ha una data, non un «quando vuole». Nelle terapie per i disturbi urinari il primo controllo utile è a quattro-sei settimane, perché prima gli effetti di un alfa-litico si vedono solo in parte e quelli di un inibitore della 5-alfa-reduttasi non si vedono affatto. Nelle prostatiti si controlla a fine ciclo. Dopo una colica, con gli esami metabolici in mano.
- Se la terapia non funziona non si cambia farmaco al telefono. Si verifica prima se è stata presa come prescritta e per quanto: metà dei fallimenti terapeutici in urologia sono sospensioni precoci, non inefficacia.
- Se serve un intervento, si pone l'indicazione, si indica la struttura e si scrive al collega che cosa si cerca; la gestione prima e dopo resta in studio. Lo studio non esegue chirurgia maggiore e questo è detto in partenza, non all'ultimo appuntamento.
Due cose che conviene sapere prima di venire
L'imbarazzo è la causa più comune di diagnosi tardive in urologia. La visita è breve, si svolge con un paravento e riguarda una parte del corpo come le altre. Chi aspetta due anni per vergogna non ritarda una visita: ritarda una diagnosi.
Se sta prendendo finasteride o dutasteride, anche alla dose bassa per i capelli, lo dica: quei farmaci dimezzano il valore del PSA e cambiano la lettura dell'esame.
Che cosa una visita privata non dà
Elencarlo serve a non far prenotare chi cerca un'altra cosa.
- Non dà impegnative né esenzioni, per il motivo detto sopra: quelle passano dal medico di base e dalla ASL.
- Non dà una corsia preferenziale per la sala operatoria pubblica. L'indicazione scritta da un privato vale clinicamente, non accorcia una lista.
- Non dà una diagnosi quando l'esame che serve è di secondo livello. Una risonanza multiparametrica, una TAC, una urodinamica completa si fanno fuori: in visita si decide se servono e si scrive il quesito, che è la parte che le rende utili.
- Non dà certificati di idoneità sportiva o medico-legali, né consulenze a fini assicurativi.
- Non dà risposte cliniche a distanza. Per telefono si fissa, si chiarisce la preparazione, si riconosce un'urgenza; non si prescrive e non si interpreta un referto che nessuno ha letto accanto al paziente.
Prenotazione e sede
Si prenota per telefono allo 081 5608006 o al 338 8843338, oppure tramite il modulo di contatto, con conferma telefonica. Lo studio è in Via San Giacomo dei Capri 52 a Napoli, a duecento metri dalla fermata Montedonzelli della metropolitana. Si rilascia fattura sanitaria, detraibile come spesa medica specialistica.
Domande ricorrenti
A che età conviene fare la prima visita urologica?
Senza sintomi, intorno ai cinquant'anni, o dai quarantacinque se un padre o un fratello ha avuto un carcinoma della prostata. Con sintomi, a qualunque età. Un'altra occasione utile, e sottoutilizzata, è la visita di controllo del ragazzo intorno ai diciotto-vent'anni: è l'età in cui si trovano varicoceli e anomalie che poi contano sulla fertilità, e in cui si insegna l'autopalpazione del testicolo.
L'esplorazione rettale si può evitare?
Si può rifiutare, come ogni atto medico, e in alcuni casi non è indicata. Ma quando il motivo della visita è la prostata, rinunciarvi significa rinunciare al dato più immediato che si possa ottenere: un nodulo duro cambia il percorso indipendentemente dal PSA, e il PSA da solo non lo trova.
Sono già seguito da un altro urologo: ha senso una seconda opinione?
Ha senso in tre situazioni, e in nessun'altra: quando le è stata proposta una decisione irreversibile — un intervento, l'inizio di una terapia ormonale, una biopsia — e vuole capirla prima di accettarla; quando una terapia va avanti da mesi senza un risultato misurabile; quando nessuno le ha spiegato il perché di quello che sta facendo. Porti tutto, compresi i referti che le sembrano vecchi. Non ha senso cambiare specialista a ogni dubbio: in urologia molte terapie si giudicano solo dopo settimane, e ripartire da zero ogni volta azzera proprio il dato che serviva.
Quanto si aspetta per un appuntamento?
In genere pochi giorni. I casi con febbre, ritenzione urinaria o sangue vivo nelle urine non si mettono in lista: si dica al telefono di che si tratta e si trova lo spazio in giornata o si indirizza al pronto soccorso se è il caso.
Devo sospendere l'aspirina o l'anticoagulante prima di venire?
No, e non li sospenda da solo per nessun motivo: la visita, l'esplorazione rettale e l'uroflussometria non richiedono alcuna sospensione. Si segnalano perché contano se dall'esame nasce l'indicazione a una procedura — una cistoscopia con prelievo, un piccolo intervento — e in quel caso la gestione si concorda con chi li ha prescritti, non in ambulatorio e non il giorno stesso.
Il referto lo consegnate subito?
Sì, scritto e firmato, alla fine della visita, comprensivo degli esami eseguiti in seduta. Serve al paziente e serve al medico di base, che senza un documento leggibile non può proseguire la cura.
Le altre prestazioni e la preparazione richiesta a ciascun esame: visite ed esami urologici e andrologici in studio.
Fonti: EAU Guidelines per le indicazioni alla valutazione urologica e agli esami di primo livello; Ministero della Salute per i tetti del ticket e le esenzioni. Criteri di scrittura nelle note editoriali.