La colica renale è uno dei dolori più intensi che si conoscano, e ha una caratteristica che la rende riconoscibile: chi ce l'ha non riesce a star fermo. A differenza di un dolore addominale chirurgico, in cui il paziente resta immobile, qui si cambia continuamente posizione cercandone una che non c'è. Il dolore parte dal fianco, scende verso l'inguine e il testicolo, viene a ondate, si accompagna a nausea, vomito e bisogno continuo di urinare.
Il calcolo si forma nel rene; il dolore nasce quando si muove nell'uretere e lo ostruisce. Da qui due fatti pratici: un calcolo fermo nel rene può essere del tutto silenzioso anche se grosso, e un calcolo di tre millimetri che si incunea può dare un dolore insopportabile. La dimensione non predice il dolore, predice la probabilità che passi da solo.
Che cosa fare durante una colica
In ordine, e con due limiti chiari
Un antinfiammatorio non steroideo — che nella colica funziona meglio degli antispastici — calore locale sul fianco, e bere normalmente: forzare i liquidi durante l'ostruzione aumenta la pressione e il dolore. Si va al pronto soccorso subito se compare febbre, se il dolore non si controlla con i farmaci, se c'è vomito incessante, se si urina poco o niente, o se si ha un solo rene funzionante. Febbre più calcolo ostruente è un'urgenza chirurgica: significa un'infezione in un sistema chiuso, e si risolve drenando, non con l'antibiotico da casa.
Come si valuta
- Esame delle urine: sangue quasi sempre presente, cristalli, segni di infezione, e il pH urinario, che orienta sul tipo di calcolo.
- Ecografia di reni e vescica: mostra la dilatazione delle vie urinarie e i calcoli nel rene. È il primo esame, senza radiazioni, ripetibile.
- TAC senza contrasto a bassa dose quando serve certezza su numero, sede e dimensione — è l'esame più accurato e quello su cui si decide un intervento.
- Esami del sangue: creatinina, calcio, acido urico, e nelle forme ricorrenti un assetto metabolico completo con paratormone e raccolta delle urine delle ventiquattro ore.
- Analisi del calcolo espulso. È l'esame più utile di tutti per la prevenzione ed è quello che più spesso si perde: chi passa un calcolo deve filtrare le urine e conservarlo. Ossalato di calcio, acido urico, struvite, cistina: ogni composizione ha una prevenzione diversa.
Come si tratta
Attesa dell'espulsione. È la scelta giusta per i calcoli piccoli e senza complicanze. Le probabilità contano: sotto i 5 millimetri passa da solo nella grande maggioranza dei casi, fra 5 e 10 millimetri in circa la metà, sopra i 10 millimetri raramente. I tempi sono di giorni o poche settimane, con controlli; un calcolo che resta ostruente oltre quattro-sei settimane va rimosso, perché il rene a monte soffre.
Interventi. Litotrissia extracorporea con onde d'urto per i calcoli renali e ureterali prossimali di dimensioni contenute; ureteroscopia con laser, oggi il trattamento più usato per l'uretere; chirurgia percutanea per i calcoli renali voluminosi. Si eseguono in ospedale: lo studio pone l'indicazione, prepara il paziente e lo segue nei controlli successivi.
La prevenzione, che è la parte che conta davvero. Dopo un primo calcolo la probabilità di averne un altro nei dieci anni successivi supera il cinquanta per cento, e si abbassa in modo documentato con poche misure, tutte noiose e tutte efficaci:
- Bere fino ad avere almeno due litri e mezzo di urine al giorno, distribuiti nella giornata e con un bicchiere la notte in chi si alza. È la misura singola con il maggiore effetto.
- Ridurre il sale, perché il sodio aumenta l'escrezione urinaria di calcio. Più utile che ridurre il calcio.
- Non togliere il calcio dalla dieta. È l'errore più diffuso: un apporto normale di calcio ai pasti lega gli ossalati nell'intestino e riduce il rischio di nuovi calcoli, mentre la dieta povera di calcio lo aumenta e in più danneggia l'osso.
- Moderare gli alimenti ricchi di ossalati — spinaci, bietole, rabarbaro, frutta secca, cioccolato, tè forte — e consumarli insieme a una fonte di calcio.
- Limitare le proteine animali e, nei calcoli di acido urico, anche le purine; nel caso dell'acido urico l'alcalinizzazione delle urine può arrivare a dissolvere il calcolo.
- Succo di limone o di agrumi: il citrato è un inibitore naturale della cristallizzazione, ed è un consiglio con basi, non un rimedio popolare.
Attenzione a un farmaco: la furosemide e i diuretici dell'ansa aumentano l'escrezione di calcio, mentre i tiazidici la riducono e vengono usati proprio per prevenire le recidive. Chi fa calcoli di calcio e prende un diuretico dovrebbe farlo rivedere.
Quando ha senso una visita
Dopo una colica, sempre, a distanza di qualche giorno: il momento utile per impostare la prevenzione è quello, non alla terza colica. Se le è stato trovato un calcolo in un'ecografia fatta per altro, per decidere se va seguito o trattato. Se ha avuto più di un episodio, per cercare la causa metabolica. Se compare sangue nelle urine senza dolore — e in quel caso non si dà per scontato che sia un calcolo. Appuntamenti allo 081 5608006 o al 338 8843338. Prima visita 100 €, senza impegnativa.
Domande ricorrenti
Quanto devo bere, in pratica?
L'obiettivo si misura in uscita, non in entrata: almeno due litri e mezzo di urine al giorno, che per la maggior parte delle persone significa tre litri di liquidi, più in estate e in chi suda molto per lavoro. Il controllo pratico è il colore: urine chiare tutto il giorno. L'acqua del rubinetto va benissimo; l'idea che le acque ricche di calcio favoriscano i calcoli non è confermata.
Devo evitare il latte e i formaggi?
No, e questa è la correzione più importante di tutta la pagina. Un apporto normale di calcio ai pasti riduce il rischio di calcoli di ossalato, perché il calcio lega l'ossalato nell'intestino e lo elimina con le feci. Quello che va ridotto è il sale, non il calcio. Diverso è il discorso degli integratori di calcio presi lontano dai pasti, che invece possono aumentare il rischio.
Come faccio a sapere se il calcolo è passato?
Il segno più affidabile non è la scomparsa del dolore — che può cessare anche quando il calcolo si ferma e il rene si è «rassegnato» — ma il controllo con ecografia, che mostra se la dilatazione è rientrata. Se lo ha visto uscire, lo conservi: l'analisi della composizione è la base della prevenzione.
La birra aiuta a espellere i calcoli?
È una convinzione diffusa a Napoli come altrove. La birra aumenta la diuresi, ma l'alcol disidrata, concentra le urine nelle ore successive e aumenta l'acido urico. Il bilancio è negativo, soprattutto nei calcoli di acido urico. Acqua e limone fanno lo stesso lavoro senza controindicazioni.
Perché il dolore arriva al testicolo?
Perché l'uretere e il testicolo condividono l'innervazione: il cervello riceve il segnale e lo attribuisce alla sede sbagliata. È un dolore riferito e non significa che ci sia un problema testicolare. La situazione opposta, invece, va distinta con attenzione: un dolore che inizia al testicolo e sale è un'altra cosa, e a quell'età va escluso che sia una torsione.
Reni, vie urinarie e il resto delle schede: patologie urologiche seguite nello studio di Napoli.
Fonti: EAU Guidelines on Urolithiasis per probabilità di espulsione spontanea, indicazioni al trattamento e profilassi delle recidive. Pagina informativa, non sostituisce la visita medica.
