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Voltaren fiale prezzo e dosi: il FANS della colica renale

Diclofenac: l'antinfiammatorio che abbassa la pressione dentro il rene ostruito.

Modello molecolare del diclofenac, principio attivo del Voltaren
Modello molecolare del diclofenac, il principio attivo del Voltaren. Immagine a scopo illustrativo: lo studio non vende medicinali.

Soggetto a prescrizione medica

Principio attivo
Diclofenac sodico
Classe
Antinfiammatorio non steroideo
Forma farmaceutica
Compresse, supposte e soluzione iniettabile
Dosaggi disponibili
50 mg, 75 mg, 100 mg
Come si ottiene
con prescrizione medica, redatta in visita quando è indicata
Disturbo di riferimento
Calcolosi renale e colica
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Chi cerca il voltaren fiale prezzo dopo una notte passata in pronto soccorso di solito ha già capito una cosa: nella colica renale quella fiala funziona meglio di qualunque antidolorifico comprato al banco. Il motivo non è la potenza — è il meccanismo. Il diclofenac non si limita a spegnere il dolore: abbassa la pressione dentro il rene ostruito, che è la causa del dolore. Costa pochi euro, è in commercio in tre formulazioni diverse, e ha un profilo di rischio che va conosciuto prima e non durante. La gestione completa dell'episodio è descritta nella pagina sulla calcolosi renale.

Perché un antinfiammatorio batte un antidolorifico

Quando un calcolo si incunea nell'uretere, l'urina non scende più e la pressione risale fino al rene. Il parenchima si distende, e quella distensione è il dolore. In parallelo le prostaglandine prodotte in loco aumentano il flusso di sangue al rene, quindi la filtrazione, quindi ancora pressione: un circolo che si alimenta da solo.

Il diclofenac blocca la sintesi delle prostaglandine. Riduce la filtrazione nel rene ostruito, abbassa la pressione a monte, e in più rilassa la muscolatura liscia dell'uretere. È per questo che nei confronti diretti i FANS controllano la colica renale meglio degli oppioidi, con molto meno vomito. Per via intramuscolare l'effetto comincia in quindici-trenta minuti.

Il rovescio della medaglia è esattamente lo stesso meccanismo: un farmaco che riduce la perfusione renale è un farmaco da maneggiare con attenzione in chi ha già i reni in difficoltà. Su questo si torna più avanti, perché è la parte che viene saltata più spesso.

Voltaren fiale prezzo: le tre formulazioni a confronto

Il diclofenac esiste in fiale intramuscolari, compresse gastroresistenti e supposte, e nella colica si usano tutte e tre in momenti diversi. I valori qui sotto sono riferimenti del mercato italiano rilevati alla pubblicazione della scheda.

Diclofenac sodico, prezzi al pubblico in euro. Riferimenti indicativi, non un'offerta di vendita.
FormulazioneMarchioEquivalente
Fiale 75 mg, 5 pezzi€ 6,20€ 4,30
Compresse 50 mg, 30 pezzi€ 7,40€ 5,10
Supposte 100 mg, 10 pezzi€ 6,00€ 4,40

Sulla rimborsabilità conviene essere precisi, perché genera equivoci: il diclofenac è in fascia A con la nota 66 nelle indicazioni reumatologiche, mentre per un episodio di colica la prescrizione è di norma a carico del paziente. Vista la cifra, la differenza pratica è di pochi euro, e non è un buon motivo per rinunciare alla ricetta.

Quale confezione tenere in casa, e quale no

Chi ha già avuto una colica e sa di avere un calcolo in discesa spesso chiede che cosa tenere pronto. La risposta ragionevole è la supposta da 100 mg: agisce in fretta, non richiede nessuno che sappia fare un'iniezione, e funziona anche quando il vomito rende inutile la compressa. Le compresse da 50 mg servono dopo, nelle giornate successive.

Le fiale no. Non perché non funzionino, ma perché la somministrazione intramuscolare chiede qualcuno che la esegua e, soprattutto, perché una scatola di fiale in casa diventa il modo con cui si gestiscono da soli dolori che andrebbero guardati. La prima colica si valuta sempre; le successive, in un paziente già inquadrato, si possono trattare a domicilio con la supposta e un contatto telefonico.

Dosi: una fiala, eccezionalmente due, non oltre due giorni

  • Fiale: una da 75 mg al giorno, intramuscolare profonda nel quadrante superiore esterno del gluteo. Nei casi gravi come la colica si può eccezionalmente arrivare a due fiale nella giornata, distanziate di qualche ora e in glutei opposti. L'uso iniettabile non va protratto oltre i due giorni: dopo si passa alla via orale o rettale.
  • Compresse gastroresistenti: 50 mg due o tre volte al giorno, a stomaco pieno, senza masticarle.
  • Supposte: 100 mg, in genere una al giorno, conteggiata nel totale.

La dose massima giornaliera è 150 mg comunque somministrata: una supposta da 100 e una compressa da 50 fanno già il tetto. È il conto che si sbaglia più spesso, perché le vie diverse danno l'impressione di non sommarsi.

Durata: il tempo più breve possibile. La colica tipica si controlla in due-tre giorni; se dopo quattro o cinque giorni serve ancora, il problema non è la dose, è che il calcolo non si muove e va rivalutato con un'ecografia.

Durante la colica il rene è fragile

Qui sta il rischio specifico di questa indicazione, e non è teorico. Il paziente in colica spesso vomita, non beve, è disidratato: ha già una perfusione renale ridotta. Aggiungere un FANS, che la riduce ancora, può precipitare un danno renale acuto. Le situazioni in cui la cautela diventa quasi un divieto sono tre:

  • disidratazione marcata da vomito prolungato — prima si reidrata, poi si somministra;
  • funzione renale già compromessa, rene unico o insufficienza renale nota;
  • associazione fra ACE-inibitore o sartano, diuretico e FANS: tre farmaci che agiscono insieme contro la perfusione del rene. È una combinazione da evitare, e riguarda moltissimi pazienti ipertesi che assumono già i primi due. Lo stesso vale per i diuretici dell'ansa come la furosemide, che nella colica non c'entrano nulla e che qualcuno prende comunque pensando di «buttare fuori il calcolo».

Forzare i liquidi durante l'attacco, del resto, non aiuta a espellere il calcolo: aumenta la produzione di urina a monte di un tubo chiuso, e quindi il dolore. Si beve normalmente durante la crisi e si beve molto dopo, quando il calcolo è passato.

Chi non deve prenderlo, nemmeno se trova la ricetta facile

  • Ulcera gastrica o duodenale attiva, sanguinamento o perforazione gastrointestinale in anamnesi legati a un FANS.
  • Asma, orticaria o rinite acuta scatenate da acido acetilsalicilico o da altri antinfiammatori non steroidei.
  • Scompenso cardiaco grave e, per il diclofenac in particolare, cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica o pregresso ictus: fra i FANS è quello con il profilo cardiovascolare meno favorevole.
  • Terzo trimestre di gravidanza, per la chiusura prematura del dotto arterioso.
  • Età inferiore ai 14 anni per le formulazioni qui descritte.
  • Insufficienza epatica o renale grave.

Nell'anziano, nel paziente in terapia con anticoagulanti o cortisonici e in chi ha avuto problemi gastrici, il diclofenac si associa a un gastroprotettore e si usa per il minor tempo possibile.

Quando il farmaco non basta e si va in pronto soccorso

Ci sono quadri in cui insistere con l'antinfiammatorio è una perdita di tempo pericolosa. Si va subito in ospedale se compare uno di questi:

  • febbre con brividi insieme al dolore: un rene ostruito e infetto è un'emergenza urologica, va drenato, e nessun antibiotico per bocca lo risolve. I quadri infettivi delle vie urinarie sono descritti nella pagina sulle infezioni urinarie nell'uomo;
  • anuria, cioè assenza di urina, o un paziente con rene unico;
  • vomito che impedisce qualunque terapia per bocca;
  • dolore che non cede dopo una somministrazione corretta;
  • gravidanza accertata.

Che cosa si associa, e che cosa non si associa mai

Il diclofenac entra in conflitto con più farmaci di quanti se ne immagini, e nella colica il paziente ne assume spesso altri nello stesso momento. Le combinazioni da conoscere sono queste:

  • Un secondo FANS, mai. Ibuprofene, ketoprofene, nimesulide o acido acetilsalicilico a dose antinfiammatoria non si sommano al diclofenac: l'effetto non cresce, il rischio di sanguinamento gastrico sì. Vale anche per i prodotti da banco presi «per il mal di testa» durante quei giorni.
  • Il paracetamolo, invece, sì. Agisce per un'altra via e si può alternare al FANS negli intervalli, senza sommare tossicità gastrica. È la prima cosa da aggiungere quando il dolore riprende prima della dose successiva.
  • Anticoagulanti e antiaggreganti — warfarin, anticoagulanti orali diretti, clopidogrel: il rischio emorragico si moltiplica. Se il FANS serve comunque, si usa per il tempo più breve e con gastroprotezione.
  • Cortisonici: stessa logica, danno gastrico additivo.
  • Litio e metotrexato: il diclofenac ne riduce l'eliminazione renale e ne alza i livelli fino alla tossicità. È un'interazione poco nota e pericolosa.
  • Alcol: aumenta il rischio di lesione gastrica. Durante i giorni di terapia si evita.

L'antispastico, che molti si aspettano di ricevere, nella colica renale aggiunge poco a un antinfiammatorio ben dosato: il dolore non viene da uno spasmo da rilassare ma dalla pressione da abbassare. Si usa semmai come complemento, non al posto del FANS.

Dopo la colica: che cosa resta in terapia e quanto costa

Passato l'attacco, il diclofenac si usa ancora per qualche giorno al bisogno, perché l'uretere resta infiammato anche quando il calcolo si è spostato. Il resto non è più analgesia: è il lavoro che decide se ci sarà una seconda colica.

Si filtra l'urina per recuperare il calcolo e farlo analizzare — è un esame che costa poche decine di euro e cambia la prevenzione, perché un calcolo di ossalato di calcio e uno di acido urico si prevengono in modo diverso. Si controlla con l'ecografia che non siano rimasti frammenti. Si imposta, quando serve, lo studio metabolico. Chi salta questo passaggio torna in pronto soccorso: nella calcolosi la recidiva senza prevenzione è la regola, non l'eccezione.

Ricetta e acquisto: che cosa serve per le fiale

Il diclofenac nelle formulazioni sistemiche qui descritte è soggetto a prescrizione medica, e la vendita a distanza in Italia riguarda solo i medicinali senza obbligo di ricetta: nessun sito può spedire legalmente le fiale. In studio il percorso è questo:

  1. Appuntamento allo 081 5608006 o al 338 8843338, senza impegnativa.
  2. Prima visita urologica: 100 €, con valutazione dell'episodio, dell'ecografia e degli esami già eseguiti.
  3. Da portare: il referto del pronto soccorso, l'eventuale TC o ecografia, gli esami del sangue con creatinina, l'elenco dei farmaci e, se lo ha recuperato, il calcolo.
  4. Prescrizione della terapia al bisogno e, soprattutto, impostazione del percorso per evitare la recidiva.

Per prenotare, i recapiti sono nella pagina contattaci.

Domande dal banco della farmacia

Posso prendere due antinfiammatori diversi se il dolore non passa?

No. Due FANS insieme non aumentano l'effetto e moltiplicano il rischio gastrico e renale. Se una dose corretta non basta, il problema va rivalutato, non raddoppiato.

Meglio la fiala o la supposta?

La fiala agisce un po' più in fretta ma richiede chi la somministri. La supposta è la scelta pratica a domicilio, soprattutto quando c'è vomito.

Per quanti giorni si può usare l'iniettabile?

Non oltre due. Poi si passa alle compresse o alle supposte, restando entro i 150 mg al giorno in totale.

Devo bere tantissimo durante la colica?

No. Con l'uretere ostruito aumentare la produzione di urina aumenta il dolore. Si beve molto dopo, per prevenire il calcolo successivo.

Prendo una pastiglia per la pressione: posso assumerlo?

Dipende da quale. L'associazione fra ACE-inibitore o sartano, diuretico e antinfiammatorio è la più rischiosa per il rene e va evitata: lo decide il medico guardando la terapia completa.

Quanto costa una scatola?

Pochi euro in tutte e tre le formulazioni, con l'equivalente che costa circa un terzo in meno del marchio.

Fonti e nota redazionale

Dati farmacologici e posologia dal riassunto delle caratteristiche del prodotto del diclofenac sodico; indicazioni sul trattamento della colica e sulla gestione dell'ostruzione secondo le linee guida europee sulla urolitiasi (EAU Guidelines on Urolithiasis). Verifica delle confezioni autorizzate in Italia: AIFA. I prezzi sono riferimenti di mercato rilevati alla pubblicazione della scheda. Scheda informativa, non sostitutiva della visita medica.

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La scheda su Voltaren è stata redatta e verificata da Dr. Felice Romano, urologo e andrologo a Napoli, specializzato in Urologia presso l'Università degli Studi di Napoli «Federico II», con riferimento alle schede tecniche autorizzate per diclofenac sodico. Ultimo controllo redazionale: . Criteri di scrittura e fonti nelle note editoriali.

Prima la causa, poi la molecola

Prima di assumere Voltaren, o qualunque altro medicinale a base di diclofenac sodico, una visita chiarisce se la terapia è davvero indicata: lo studio è in Via San Giacomo dei Capri 52, a Napoli.