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Papillomavirus (HPV) nell'uomo

Che cosa fa il papillomavirus nell'uomo, quali genotipi contano, che cosa si può cercare in ambulatorio e che cosa dice la ricerca condotta dallo studio sul rapporto fra HPV e carcinoma prostatico.

Rappresentazione tridimensionale del capside del papillomavirus umano
Capside del papillomavirus umano. Immagine: NIAID, pubblico dominio.

Il papillomavirus (HPV) è l'infezione a trasmissione sessuale più diffusa: la grande maggioranza delle persone sessualmente attive lo incontra, e nella maggior parte dei casi l'organismo lo elimina da solo in uno o due anni. Nell'uomo i genotipi a basso rischio — 6 e 11 — danno i condilomi, cioè le verruche genitali; quelli ad alto rischio — 16 e 18 — non si vedono, e sono quelli che contano. Per il maschio non esiste uno screening paragonabile al Pap test: si procede con l'esame clinico, con la peniscopia quando serve, si trattano le lesioni visibili e il vaccino è raccomandato anche ai maschi.

Che cos'è il papillomavirus, nell'uomo

L'HPV è un virus a trasmissione prevalentemente sessuale, diffusissimo: la grande maggioranza delle persone sessualmente attive lo incontra almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario lo elimina in uno o due anni senza che accada nulla e senza che la persona si accorga di averlo avuto.

I genotipi sono oltre duecento e si dividono in due gruppi che si comportano in modo diverso:

  • i genotipi a basso rischio, fra cui il 6 e l'11, responsabili dei condilomi — le verruche genitali. Fastidiosi, antiestetici, recidivanti, ma non oncogeni;
  • i genotipi ad alto rischio, fra cui il 16 e il 18, che non danno alcun segno visibile e che quando l'infezione persiste possono innescare lesioni precancerose e tumori.

Questa è la distinzione che conta: ciò che si vede quasi mai è pericoloso, e ciò che è pericoloso quasi mai si vede.

Che cosa provoca nell'uomo

  • Condilomi su pene, scroto, regione perianale e, meno spesso, nell'uretra distale. Compaiono settimane o mesi dopo il contatto e tendono a recidivare.
  • Carcinoma del pene, raro, in una quota dei casi associato ai genotipi ad alto rischio.
  • Carcinoma anale, con rischio superiore in alcune popolazioni.
  • Tumori dell'orofaringe, in aumento negli ultimi decenni e in buona parte HPV-correlati.
  • Il ruolo di portatore: l'uomo che ospita un genotipo ad alto rischio senza alcun sintomo lo trasmette alla partner, nella quale lo stesso virus è causa accertata del carcinoma della cervice uterina.

Come si arriva alla diagnosi

Nell'uomo non esiste uno screening di popolazione per l'HPV paragonabile al Pap test femminile, e questo è un punto che va detto con chiarezza invece di lasciarlo intendere. Quello che si fa in ambulatorio è:

  1. L'esame clinico dei genitali esterni e della regione perianale, per cercare i condilomi, che spesso sono piccoli e sfuggono al paziente.
  2. La peniscopia, cioè l'osservazione ingrandita dopo applicazione di acido acetico, quando il sospetto resta e l'occhio nudo non basta.
  3. Il test molecolare su tampone per la ricerca dell'HPV-DNA e la genotipizzazione, nei casi selezionati — tipicamente quando la partner è risultata positiva a un genotipo ad alto rischio, o in presenza di lesioni dubbie.
  4. La biopsia di ogni lesione che non risponde alla terapia o che ha un aspetto atipico.

Un test negativo non è un salvacondotto definitivo: l'infezione può essere in un punto non campionato o in una fase non rilevabile. Serve a decidere il passo successivo, non a chiudere il discorso.

Che cosa si può fare

I condilomi si trattano, con terapie topiche o con la rimozione fisica a seconda di numero, sede ed estensione. Il trattamento elimina la lesione; non garantisce di avere eliminato il virus, ed è il motivo per cui le recidive nei primi mesi sono frequenti e non significano che la cura sia fallita.

Sull'infezione in sé non esiste un farmaco che la cancelli: a eliminarla è il sistema immunitario, nella grande maggioranza dei casi da solo. Quello che si può fare è smettere di fumare, trattare le lesioni, usare il preservativo — che riduce il rischio di trasmissione senza azzerarlo, perché il virus occupa anche aree che il preservativo non copre — e controllarsi nel tempo.

La vaccinazione è lo strumento più efficace di cui si dispone, ed è raccomandata e offerta anche ai maschi nel calendario vaccinale italiano. Protegge dai genotipi inclusi nel vaccino e dà il massimo risultato prima dell'inizio dell'attività sessuale, ma mantiene un'utilità anche dopo. Le indicazioni per fascia d'età e le modalità di accesso sono pubblicate dall'Istituto Superiore di Sanità.

Quando ha senso una visita

Se compaiono escrescenze sui genitali o intorno all'ano; se la partner è risultata positiva a un HPV ad alto rischio; se c'è una lesione che non guarisce. In tutti e tre i casi il problema è andrologico e urologico insieme, e si guarda in ambulatorio, non per telefono.

Appuntamenti allo 081 5608006 o al 338 8843338. Prima visita 100 €, senza impegnativa del medico di base.

La ricerca dello studio su HPV e carcinoma della prostata

Presenza del papillomavirus (HPV) ad alto rischio oncogeno in pazienti affetti da carcinoma della prostata

Il ruolo del Papilloma Virus (HPV) nella eziopatogenesi del cancro della cervice uterina è noto.

Studi recenti hanno dimostrato una correlazione con altri tipi di cancro: cavo orale, polmone, colon. Dati recenti hanno ipotizzato che l'infezione da HPV possa giocare un ruolo chiave nell'evoluzione del cancro della prostata (PCA). I risultati da me ottenuti tendono a dimostrare una relazione tra il virus HPV ed il cancro della prostata. Particolarmente interessanti sono i casi rilevati nella ricerca con un Gleason score molto alto in cui HPV-DNA è assente, infatti l'assenza del genoma virale potrebbe essere dovuta alla perdita della regione genomica L1, che si verifica quando i genotipi virali ad alto rischio oncogeno si integrano nel genoma della cellula ospite dando origine al processo di cancerogenesi.

(Dott. F. Romano; D.ssa A. Giannattasio).

Da dove viene questo testo

Il paragrafo qui sopra riassume un lavoro pubblicato: Presenza del papillomavirus (HPV) ad alto rischio oncogeno in pazienti affetti da carcinoma della prostata, di A. Giannattasio, C. Basile, F. Romano, E. Falco, R. Smeraglia, F. Ingala, in Microbiologia Medica, vol. 22 n. 3, 30 settembre 2007 (DOI 10.4081/mm.2007.2804). È una ricerca su casistica limitata e, come ogni singolo studio, va letta per quello che è: un'ipotesi di lavoro, non una certezza clinica. Il legame fra HPV e carcinoma prostatico resta a oggi oggetto di discussione nella letteratura internazionale.

I riferimenti completi del lavoro — rivista, volume, autori e identificativo permanente — con i limiti dichiarati per esteso, sono nella pagina pubblicazioni e ricerca.

Domande ricorrenti

La mia partner è risultata positiva all'HPV. Significa che l'ho tradita o che mi ha tradito?

No, e vale la pena dirlo subito perché è la domanda che arriva per prima. L'HPV può restare silente per anni prima di essere rilevato: una positività riscontrata oggi non dice quando è avvenuto il contagio. Da una diagnosi di HPV non si ricostruisce una cronologia, e usarla per farlo porta fuori strada.

Esiste un test dell'HPV per l'uomo?

Esiste il test molecolare su tampone, ma non è uno screening di popolazione e non viene proposto a tutti. Si usa in situazioni selezionate, quando il risultato cambia davvero una decisione.

Il preservativo protegge?

Riduce il rischio in modo significativo ma non lo elimina, perché il virus può essere presente su cute non coperta. Resta comunque la misura più efficace fra quelle comportamentali.

Il vaccino serve anche ai maschi?

Sì. Protegge direttamente dai condilomi e dai tumori HPV-correlati del pene, dell'ano e dell'orofaringe, e indirettamente interrompe la catena di trasmissione. Nel calendario vaccinale italiano è offerto anche ai maschi.

I condilomi sono tornati dopo il trattamento: la cura non ha funzionato?

La recidiva nei primi mesi è frequente e attesa. Il trattamento rimuove la lesione, non il virus: l'eliminazione dipende dalla risposta immunitaria e richiede tempo. Si ritratta e si prosegue con i controlli.

Fonti: EpiCentro — Istituto Superiore di Sanità, area HPV per epidemiologia, genotipi e vaccinazione; lo studio citato in apertura per la parte di ricerca. Pagina informativa, non sostituisce la visita medica.

Farmaci usati in questo disturbo

Formula di struttura dell'imiquimod, principio attivo della crema Aldara
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La pagina su papilloma virus nell'uomo è stata redatta e verificata da Dr. Felice Romano, urologo e andrologo a Napoli, specializzato in Urologia presso l'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e perfezionato in Andrologia. Ultimo controllo redazionale: . Criteri di scrittura e fonti nelle note editoriali.