L'herpes genitale è un'infezione virale cronica che si manifesta a episodi. Questa è la frase che spiega tutto il resto, ed è anche quella che più spaventa: il virus, una volta preso, resta nei gangli nervosi per sempre, in silenzio, e riaffiora in occasioni che col tempo il paziente impara a riconoscere. Non si elimina. Si controlla bene, e in molte persone diventa un problema che si presenta una volta ogni tanto e si spegne in pochi giorni.
Lo causano due virus. L'HSV-2 è il tipo classicamente genitale e dà recidive più frequenti; l'HSV-1, quello dell'herpes labiale, è oggi responsabile di una quota crescente di primi episodi genitali per via dei rapporti orali, e recidiva meno. Sapere quale dei due è non è un dettaglio accademico: cambia la prognosi, e quindi che cosa si può dire al paziente sul futuro.
Come si presenta
- Primo episodio: è il più pesante. Bruciore e formicolio, poi vescicole raggruppate su glande, prepuzio o asta, che si rompono lasciando erosioni dolorose. Spesso linfonodi inguinali ingrossati, malessere, febbre, a volte dolore a urinare. Dura due-tre settimane se non trattato.
- Recidive: più brevi e più lievi, cinque-dieci giorni, spesso annunciate da un prodromo — formicolio o prurito nella stessa sede — che precede le vescicole di qualche ora. È la finestra in cui il trattamento funziona meglio.
- Forme atipiche: una ragade che non guarisce, un'area arrossata che brucia, un fastidio ricorrente sempre nello stesso punto. Sono frequenti e vengono confuse con irritazioni da sfregamento o con una balanite.
I fattori che fanno riaffiorare il virus sono quasi sempre gli stessi nella stessa persona: febbre, altre infezioni, stress, mancanza di sonno, esposizione solare intensa, traumi locali, rapporti prolungati.
Come si fa la diagnosi
Davanti a lesioni tipiche la diagnosi è clinica. Quando serve la conferma, o quando il quadro è atipico:
- Test molecolare (PCR) su tampone della lesione: è l'esame di riferimento e dice anche il tipo di virus. Va fatto sulle vescicole fresche o sull'erosione recente: su una lesione in via di guarigione può risultare negativo.
- Sierologia tipo-specifica (anticorpi anti HSV-1 e anti HSV-2): utile in situazioni particolari — una partner incinta, un dubbio su un'infezione pregressa — ma non come test di screening, perché dice solo che il virus è stato incontrato, non quando né dove.
- Esami per le altre infezioni a trasmissione sessuale, perché chi ha preso una, può averne presa un'altra. Si valutano sifilide, HIV, clamidia e gonorrea secondo la storia.
Vanno distinte, perché si confondono a occhio nudo: i condilomi da papillomavirus, che sono escrescenze e non vescicole e non dolgono; le afte; la sifilide primaria, che dà un'ulcera unica e non dolente; la candida; una dermatite da contatto.
Come si tratta
Gli antivirali non eliminano il virus, ma riducono durata, intensità e contagiosità degli episodi. La differenza fra prenderli subito o dopo tre giorni è netta.
- Primo episodio: aciclovir per via orale — o valaciclovir, più comodo nella posologia — per sette-dieci giorni, iniziando il prima possibile.
- Terapia episodica delle recidive: ciclo breve di tre-cinque giorni, da iniziare al prodromo, cioè ai primi formicolii, prima che compaiano le vescicole. Conviene avere la confezione in casa invece di dover cercare una ricetta nel fine settimana.
- Terapia soppressiva continuativa: una dose giornaliera per mesi, indicata quando le recidive sono sei o più all'anno, quando pesano molto sulla vita della persona o quando si vuole ridurre il rischio di trasmissione a una partner non infetta. Riduce le recidive di oltre il settanta per cento e abbatte l'escrezione virale asintomatica. Si rivaluta una volta all'anno.
- La crema — aciclovir topico — ha un'efficacia modesta sulle lesioni genitali: utile come supporto, non come terapia principale.
Per i sintomi locali: lavaggi con acqua e detergente delicato, asciugatura accurata senza sfregare, antidolorifici al bisogno. Non si applicano cortisonici sulle lesioni erpetiche, e non si rompono le vescicole.
Trasmissione: i numeri che servono per decidere
Il contagio avviene per contatto diretto cute-mucosa, e non solo durante gli episodi: esiste un'escrezione virale asintomatica che spiega la maggior parte delle trasmissioni fra partner stabili. Il preservativo riduce il rischio di circa la metà — non lo azzera, perché il virus può essere presente su cute non coperta. La terapia soppressiva lo riduce ulteriormente. Durante un episodio, con lesioni attive, i rapporti si evitano, compresi quelli orali.
Una situazione va gestita con attenzione particolare: la partner in gravidanza. Un primo contagio nel terzo trimestre comporta un rischio per il neonato, e in quel caso serve il coinvolgimento del ginecologo. Se lei è già portatrice dello stesso tipo di virus, il rischio è molto più basso.
Quando ha senso una visita
Al primo episodio, per fare la diagnosi giusta con il tampone mentre le lesioni sono fresche — è l'unica finestra in cui si può anche sapere quale dei due virus è. Se ha vescicole o erosioni genitali ricorrenti sempre nella stessa sede. Se una lesione non guarisce in due settimane o ha un aspetto diverso dal solito. Se le recidive sono più di quattro-sei all'anno e vuole valutare la terapia continuativa. Se la partner è incinta. Appuntamenti allo 081 5608006 o al 338 8843338. Prima visita 100 €, senza impegnativa.
Domande ricorrenti
Guarisce definitivamente?
L'episodio guarisce, l'infezione no: il virus resta latente nei gangli nervosi e nessuna terapia disponibile lo elimina. Quello che cambia nel tempo, e in meglio, è la frequenza: nella maggior parte delle persone le recidive diminuiscono nel corso degli anni, e il primo anno dopo il contagio è quasi sempre il peggiore.
Posso averlo trasmesso senza accorgermene?
Sì, ed è il modo in cui avviene la maggior parte delle trasmissioni: il virus può essere presente sulla cute anche senza lesioni visibili. Per questo da una diagnosi non si ricostruisce chi ha contagiato chi né quando, e usare l'herpes come prova di un tradimento è un ragionamento che non sta in piedi.
Si può prendere dall'herpes labiale?
Sì, attraverso i rapporti orali, e oggi una quota importante dei primi episodi genitali è causata proprio dall'HSV-1. Vale anche il contrario. La buona notizia è che l'herpes genitale da HSV-1 recidiva molto meno di quello da HSV-2.
Influisce sulla fertilità?
Non riduce la fertilità in sé. Interferisce in modo indiretto, perché durante gli episodi i rapporti vanno sospesi, e in chi ha recidive frequenti questo può complicare i tentativi. Se c'è un progetto di gravidanza si valuta la terapia soppressiva per ridurre gli episodi e proteggere la partner.
Devo dirlo alla persona con cui sto?
Sì, e conviene farlo con le informazioni giuste in mano: che è un'infezione molto diffusa, che la trasmissione si riduce con preservativo, astensione durante gli episodi e terapia soppressiva, e che una parte delle persone è già portatrice senza saperlo. Nella pratica è una conversazione che va molto meglio di quanto chi deve farla si aspetti.
Le altre infezioni genitali maschili: patologie urologiche e andrologiche seguite in studio.
Fonti: EpiCentro — Istituto Superiore di Sanità, area infezioni sessualmente trasmesse; EAU Guidelines on Urological Infections per la gestione delle infezioni genitali. Pagina informativa, non sostituisce la visita medica.

