Da quando la collagenasi è uscita dal mercato europeo, il verapamil intralesionale è rimasto il trattamento iniettivo più usato nell'induratio penis plastica. Non è un farmaco nato per questo — è un calcioantagonista da cardiologia — e il suo impiego nella placca è fuori indicazione. Vale comunque la pena conoscerlo bene, perché oggi è una delle poche cose concrete che si possono fare in fase attiva, e perché le aspettative sbagliate su questa terapia sono la ragione per cui molti pazienti la abbandonano a metà.
Che cosa resta dopo l'uscita della collagenasi
La collagenasi di Clostridium histolyticum è stata l'unico farmaco approvato in Europa con l'indicazione specifica per la malattia di La Peyronie. Non è più in commercio in Italia: l'accordo commerciale fra le aziende che la distribuivano è cessato a fine 2019 e il prodotto è stato ritirato dal mercato europeo dal 1° marzo 2020. Il motivo non è stato un problema di sicurezza né di efficacia — è stata una decisione commerciale, e l'AIFA ha di conseguenza chiuso il registro di monitoraggio.
Questo lascia un vuoto che va detto con onestà: oggi in Italia non esiste un medicinale autorizzato per l'induratio penis plastica. Tutto quello che si usa è fuori indicazione, con prove di qualità variabile. Chi promette la guarigione farmacologica di una placca sta vendendo qualcosa.
Perché un farmaco per il cuore finisce dentro una placca
Il verapamil blocca i canali del calcio. Nel fibroblasto, la cellula che produce il tessuto cicatriziale, il calcio serve per trasportare fuori il collagene appena sintetizzato: bloccarlo riduce la deposizione di nuova matrice. In vitro aumenta anche l'attività della collagenasi endogena, cioè l'enzima con cui l'organismo smonta il collagene in eccesso.
È un razionale coerente, e il verapamil è stata la prima molecola studiata per via intralesionale nella Peyronie. La distanza fra il razionale e il risultato clinico, però, è reale: iniettare nella placca non è come lavorare su cellule in coltura, e la quantità di farmaco che raggiunge il tessuto giusto varia da paziente a paziente.
In Italia il verapamil iniettabile esiste in fiale da 5 mg in 2 ml, autorizzate per uso endovenoso in cardiologia. È quella fiala che si usa, diluita, per l'infiltrazione.
Verapamil intralesionale: prezzo del farmaco e costo del ciclo
Qui c'è un'asimmetria che sorprende: il farmaco non costa quasi nulla, il ciclo costa perché sono sedute ambulatoriali. I valori sono riferimenti rilevati alla pubblicazione della scheda.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Verapamil 5 mg/2 ml, confezione da 5 fiale | € 4–6 |
| Farmaco per l'intero ciclo di 12 sedute | sotto i € 20 |
| Prima visita andrologica con ecocolordoppler | € 100 |
| Sedute infiltrative | secondo la struttura che le esegue |
Vale la pena saperlo prima di cercare offerte: nessuno sconto sul farmaco cambia il conto, perché il farmaco è la voce trascurabile. Quello che si paga è la mano che infiltra e l'ecografia che guida la decisione.
Lo schema: una seduta ogni due settimane
Il protocollo più diffuso prevede l'iniezione di circa 10 mg di verapamil diluito direttamente nella placca, ogni due settimane, per dodici sedute: in tutto circa sei mesi. Esistono varianti con dosi e intervalli diversi, segno che uno standard condiviso non c'è.
La seduta si esegue in ambulatorio con anestetico locale. Non si inietta alla cieca: si palpa la placca e, quando serve, ci si aiuta con l'ecografia, perché il farmaco deve finire dentro la placca e non nel tessuto sano intorno. Dopo l'infiltrazione sono frequenti un gonfiore transitorio, un livido e un indolenzimento di qualche giorno; raramente compare un calo pressorio, che è l'effetto cardiologico atteso della molecola.
Chi assume già betabloccanti, altri calcioantagonisti o antipertensivi deve dirlo prima: non è una controindicazione, è un motivo per controllare la pressione durante la seduta.
Che cosa aspettarsi: prima il dolore, poi la curvatura
I risultati vanno separati in tre, perché si ottengono in misura molto diversa:
- Il dolore è l'esito su cui le prove sono migliori: una quota consistente di pazienti riferisce una riduzione significativa durante il ciclo. Va detto che il dolore della fase attiva tende a ridursi anche da solo con il tempo, e questo rende difficile attribuire tutto al farmaco.
- La curvatura migliora in media poco: si parla di qualche grado, non della scomparsa della deviazione. Un uomo con una curvatura di settanta gradi non torna dritto con le infiltrazioni.
- La placca può ridursi di consistenza o di dimensione, ma l'effetto è variabile e non sempre si accompagna a un miglioramento funzionale.
La qualità complessiva delle prove è moderata, e le linee guida europee lo citano come opzione con evidenza limitata. Presentarlo come «la cura» sarebbe disonesto; presentarlo come l'unica cosa iniettiva disponibile e con un profilo di sicurezza accettabile è corretto.
La finestra temporale conta più della molecola
Questo è il punto che cambia davvero la prognosi. L'induratio ha due fasi: nei primi sei-diciotto mesi la malattia è attiva — il dolore c'è, la curvatura si modifica, il tessuto si sta formando — e dopo entra in fase stabilizzata, con una cicatrice matura che non cambia più.
Qualunque terapia medica, verapamil compreso, ha senso solo in fase attiva: si cerca di limitare quanto si deposita mentre si deposita. In fase stabilizzata non c'è nulla da modulare, e insistere con le infiltrazioni significa spendere sei mesi su un tessuto che non risponde. Da qui una conseguenza pratica brutale: arrivare presto vale più di qualunque scelta di molecola. Chi si presenta un anno dopo l'inizio dei sintomi ha già perso la finestra utile.
Uso fuori indicazione: che cosa va scritto nella ricetta
Il verapamil iniettabile è autorizzato per aritmie e ipertensione, non per la Peyronie, e la via intralesionale non compare nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. L'impiego è quindi off-label a tutti gli effetti, e questo comporta tre conseguenze precise:
- la prescrizione richiede il consenso informato del paziente, che va dato dopo aver spiegato che si tratta di un uso fuori indicazione e quali sono i risultati attesi;
- la spesa è a carico del paziente, farmaco e prestazione, senza copertura del Servizio Sanitario;
- la responsabilità della scelta è del medico che prescrive, che deve poterla motivare con la letteratura disponibile.
Il farmaco in sé è a ricetta ripetibile e si ritira in una qualunque farmacia: è la confezione cardiologica. Nessun sito può spedirlo, perché la vendita a distanza riguarda solo i medicinali senza obbligo di ricetta.
Le altre strade, e quanto costano al mese
- Tadalafil a basso dosaggio quotidiano — usato fuori indicazione per migliorare l'ossigenazione del tessuto e per trattare il deficit erettivo che accompagna spesso la malattia. Costa pochi euro al mese nella versione equivalente, come descritto nella scheda sul tadalafil, e ha il vantaggio di affrontare due problemi insieme.
- Pentossifillina per bocca — antifibrotico con azione sul microcircolo, anch'esso fuori indicazione in questa malattia. Spesa mensile contenuta, prove modeste.
- Dispositivi di trazione e vacuum — nessun farmaco, applicazione quotidiana prolungata per mesi. Sono la terapia conservativa con le prove in crescita più solida sulla curvatura, e richiedono una costanza che pochi mantengono.
- Onde d'urto — agiscono sul dolore, non sulla curvatura. Vanno proposte per quello che fanno.
Nella pratica queste strade si combinano: infiltrazioni più trazione, con il tadalafil quotidiano quando c'è anche un deficit erettivo. La riabilitazione e i percorsi conservativi seguiti dallo studio sono descritti nei campi di eccellenza.
Quello che si trova in farmacia e non serve
La vitamina E per bocca è stata per decenni la prescrizione automatica in questa malattia, ed è ancora quella che i pazienti arrivano ad aver già preso per mesi. Gli studi controllati non ne hanno confermato l'utilità: non riduce la placca, non raddrizza, non previene. Continuare a prenderla non fa danni, ma dà l'impressione di curarsi mentre la finestra attiva si chiude.
Lo stesso vale per i preparati a base di superossido dismutasi, per le creme da massaggiare sulla placca — il principio attivo non attraversa la tunica albuginea in quantità utile — e per gli integratori venduti con nomi allusivi. Nessuno di questi è un farmaco con un'indicazione per la Peyronie, e il paraaminobenzoato di potassio, l'unica altra molecola orale studiata seriamente, non è di facile reperibilità in Italia ed è mal tollerato a livello gastrico.
Quando si smette con i farmaci e si opera
Si passa alla chirurgia quando ricorrono tutte queste condizioni: malattia stabile da almeno tre-sei mesi, dolore assente, curvatura che impedisce o rende difficile il rapporto. Prima di quel momento operare significa intervenire su un tessuto che cambierà ancora.
Le opzioni sono la plicatura, che accorcia il lato convesso ed è la scelta per curvature non estreme con buona erezione, l'innesto sul lato concavo per curvature ampie o con restringimento a clessidra, e la protesi peniena quando alla deformità si somma un deficit erettivo non recuperabile. Il quadro completo, con le due fasi e i criteri, è nella pagina sull'induratio penis plastica; il deficit erettivo associato è trattato nella scheda sulla disfunzione erettile.
Come si prenota la valutazione
- Appuntamento allo 081 5608006 o al 338 8843338, senza impegnativa.
- Prima visita andrologica: 100 €, con palpazione della placca, misurazione della curvatura e valutazione della funzione erettile.
- Da portare: fotografie del pene in erezione sui tre piani — sono il documento più utile e il più spesso dimenticato —, la data di comparsa dei sintomi, le terapie già fatte e l'elenco dei farmaci, in particolare quelli per la pressione.
- Decisione: si stabilisce in quale fase è la malattia, e solo allora se ha senso un ciclo infiltrativo o se conviene attendere la stabilizzazione.
Per prenotare, i recapiti sono nella pagina contattaci.
Domande prima della prima ricetta
Le infiltrazioni raddrizzano il pene?
Non in modo sostanziale. Agiscono soprattutto sul dolore e, in parte, sulla consistenza della placca; sulla curvatura il guadagno medio è di pochi gradi.
Fa male l'iniezione?
Si esegue con anestetico locale ed è tollerabile. Nei giorni successivi sono comuni gonfiore, un livido e un indolenzimento.
Perché la collagenasi non si trova più?
È stata ritirata dal mercato europeo nel marzo 2020 per ragioni commerciali, non per problemi di sicurezza o di efficacia. Resta disponibile negli Stati Uniti con un altro nome.
È rimborsato dal Servizio Sanitario?
No. Essendo un impiego fuori indicazione, farmaco e prestazione restano a carico del paziente. Il farmaco in sé costa pochissimo.
Prendo farmaci per la pressione: posso farlo lo stesso?
In genere sì, ma va dichiarato prima: il verapamil abbassa la pressione, e durante la seduta si tiene sotto controllo.
Quanto dura tutto il ciclo?
Circa sei mesi, con una seduta ogni due settimane. La rivalutazione si fa a metà e alla fine, con fotografie e misurazione.
Se non funziona ho perso tempo?
Non necessariamente: i sei mesi del ciclo coincidono con il tempo che serve alla malattia per stabilizzarsi, che è la condizione per poter operare.
Fonti e nota redazionale
Dati farmacologici dal riassunto delle caratteristiche del prodotto del verapamil; indicazioni sul trattamento della malattia di La Peyronie dalle linee guida europee (EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health), capitolo sulla curvatura peniena. Ritiro della collagenasi dal mercato europeo e chiusura del registro di monitoraggio: AIFA. L'uso intralesionale del verapamil è off-label e viene proposto con consenso informato. I prezzi sono riferimenti rilevati alla pubblicazione della scheda. Scheda informativa, non sostitutiva della visita medica.



